#iorestoacasa, farlo per il bene di tutti, nonostante tutto. E Riscoprire le proprie passioni. Crostata di ricotta e yogurt con gocce di cioccolato e rum

Di Francesca Romana Bragaglia

Il telefonino mi ricorda che questa foto è stata scattata il 5 marzo 2020, stavo salutando una mia amica e stavo andando a fare una pausa. A distanza di neanche una settimana, il Presidente del Consiglio, avrebbe ‘uscito’ il Decreto di chiusura di bar e ristoranti fino ad almeno il 25 marzo 2020. Il giorno dopo la pubblicazione del DPCM dell’11 marzo, io, la mia capa e i miei colleghi eravamo nel locale vuoto e silenzioso a sistemare. Sdrammatizzando come sempre, con il sorriso e le battute che ci siamo sempre fatti dietro al bancone. Uno staff unito, come se non fosse successo niente. E non era successo niente nemmeno per alcuni avventori che, nonostante avessimo affisso il cartello con l’avviso della chiusura, bussavano alla vetrata chiusa per un caffè, allontanandosi borbottando e senza mascherina.

La parte più triste è stata l’uscita dalla porta e il nostro congedo, a lavoro ultimato. La scintillante macchina del caffè vegliava silenziosa dal bancone, senza emettere gli sbuffi tipici in fase di preparazione del cappuccino con la lancia. Non si sentiva il sottofondo musicale selezionato e preparato con cura  dalla mia collega, nessun vocio, nessuna risata. Nessun rumore di stoviglie o sbattimento di braccini per togliere i fondi del caffè, non si respirava il profumo di cornetti appena sfornati.

A trentasei anni, è tosta imparare un nuovo lavoro. A trentasei anni ricominciare daccapo e apprendere cose nuove, è un po’ come tornare a scuola. Solo che al posto dei libri, apprendi con le mani, con gli occhi e con gli amorevoli insulti dei colleghi per aver fatto per l’ennesima volta il cappuccino con la schiuma piena di bolle.

Eppure da luglio, ne ho imparate di cose. Anche qualche cocktail e Negroni molto carichi. Ho imparato soprattutto a conoscere il duro lavoro di chi sta dall’altra parte della barricata. I ruoli dei baristi e dei camerieri. Dispensare sorrisi, accontentare i clienti più esigenti e prestare un servizio impeccabile senza mai perdere le staffe, perché questo mestiere va fatto con il cuore. E l’amore per un lavoro si sente anche nel profumo del caffè che rotea nella tazzina, nel tempo di discesa dello zucchero sul fondo, mentre attraversa la crema del liquido nero più amato dagli italiani.

Spero che piano piano la gente prenda consapevolezza del fatto che stare a casa e non andare a lavorare, può essere all’inizio un momento di pausa, ma non significa uscire con le belle giornate e riversarsi sulle spiagge a giocare a pallone o a fare i pic nic nelle pinete. O considerare il tutto come un modo legalizzato per far sega a scuola. Continuare a uscire senza protezioni e per futili motivi, non solo sono comportamenti passibili di denuncia o multe, ma è un modo per diffondere il virus. Purtroppo si sente tutti i giorni da virologi ed esperti che l’asintomaticità nei positivi è caratteristica. Pensate ai vostri cari, pensate a voi stessi, pensate che se non rispettiamo queste stupide regole, la nostra nazione continuerà a restare ferma, la gente non andrà a lavorare, non percepirà stipendio e non potrà permettersi di pagare bollette o fare la spesa. Nonostante sia di qualche ora fa la notizia della convocazione alle ore 10 di questa mattina del Consiglio Dei Ministri per l’approvazione del Decreto Cura Italia da 25 miliardi. Che non sono bruscolini ma sicuramente i fondi per le aziende a copertura dei costi e dei salari, non saranno immediati.

Quindi nel frattempo, l’unica cosa giusta da fare, è stare a casa. Potreste scoprire doti che non sapevate di avere, impilare libri nuovi, letti a metà o appena iniziati

GAOJ2194

(Ora è arrivato il turno di De Silva con “Sono Contrario alle Emozioni”)

Riscoprire quanto è bello stare sul divano a vedere ‘Alvin and the Chipmunks’ con Aurora che, più coccolona del solito, si arrampica da sola come una scalatrice per sedersi accanto a me e addormentarsi in posizione plastiche che non saprei ripetere.

Oppure rispolverare il grembiule e prendendo anche tra i fornelli le dovute precauzioni, ravvivare la mia passione per la cucina

BKOB2418

e farmi aiutare a missione compiuta dalla mia piccola aiutante, che come ha visto la cuffietta chirurgica, me l’ha sfilata dalla testa, per poi indossarla con fierezza.

EKDG0289

La ricetta che sto presentarmi, l’ho inventata di sana pianta, di volta in volta, scrivevo le dosi sulla lavagnetta in cucina, vicino alla lista della spesa, come una formula chimica. Ora saprete come ho ribattezzato la carta igienica

MKOE8454

Un crostata delicata e tenera, da mangiare fredda, a colazione o dopo pranzo. Prima di tradurre gli ingredienti come da foto, consiglio vivamente quanto di seguito:

  • Far raffreddare bene la crostata e non guardarla neanche da lontano
  • Una volta raffreddata, sempre nella teglia di origine (possibilmente di alluminio o a cerniera foderata di carta da forno), riporla in frigo, senza tagliarla

Solo così eviterete di smolecolarla in tremila pezzi come un puzzle come è successo a me che per ingordigia e fretta, l’ho sezionata tiepida e scoprire solo in seguito che si deve ben solidificare e raffreddare per dare il meglio ed essere servita con il meritato rispetto.

Ingredienti

PER LA BASE:

  • 210 grammi di farina (più il resto per la spianatoia)
  • 130 grammi di zucchero
  • 1 uovo intero
  • mezza bustina di lievito vanigliato
  • 150 grammi di margarina
  • scorza di limone grattugiata
  • 1 pizzico di sale

PER LA FARCIA:

  • 350 grammi di ricotta
  • 125 grammi di yogurt alla vaniglia
  • 100 grammi di gocce di cioccolato
  • 100 grammi di zucchero
  • 3 cucchiai di rum
  • 1 uovo intero

PROCEDIMENTO:

  • Impastare gli ingredienti secchi per la frolla, aggiungere la margarina e impastare velocemente, quindi aggiungere l’uovo
  • Una volta formata la palla, riporla nel freezer avvolta nella pellicola per 15/20 minuti
  • Nel frattempo preparare il ripieno, mescolando ricotta, yogurt e zucchero, quindi aggiungere gocce di cioccolato e rum e terminare con l’uovo
  • Foderare la teglia (diametro 24-26 cm) con la carta forno e dividere il panetto di frolla tolto dal freezer in due parti: una parte servirà per la base con spessore non troppo alto e l’altra per realizzare la tipica gabbia della crostata.
  • Una volta stesa bene la base, tagliare i bordi in eccesso, versare e livellare la farcia, quindi applicare le strisce. Se avanza l’impasto, potete realizzare il bordo per coprire le brutture in fase di guarnizione.

E il risultato è questo:

IMG_8577

IMG_8578

Alla prossima puntata in quarantena! Mi raccomando… STATE A CASA!!!

#IORESTOACASA