Anthony Bourdain – ‘Kitchen Confidential. Avventure gastronomiche a New York’

Di Francesca R.Bragaglia

Kitchen ConfidentialIl più famoso chef della Grande Mela si racconta. Anthony Bourdain, con il suo libro Kitchen Confidential (Feltrinelli, 2002) mette a nudo il mondo della cucina newyorkese. Da questo libro è stata tratta l’omonima serie televisiva che è stata stroncata al quarto episodio per carenza di audience. Così dicono. Ma il libro merita. Davvero.

Dopo un incontro ravvicinato con un’ostrica durante un viaggio con la sua famiglia in Francia, lo studente delle elementari Tony, che ha sempre avuto uno spirito campanilistico e molto americano nei confronti del cibo, si avvicina a una nuova concezione della cucina.

“… Il cibo aveva potere. Era in grado di ispirare, sbalordire, sconvolgere, eccitare, deliziare e fare colpo. Aveva il potere di piacere a me… e agli altri. Ecco un’informazione di notevole importanza”

A diciott’anni durante il periodo estivo, per raggranellare un po’ di soldi, lavora come lavapiatti in un locale di Provincetown nel Massachusetts dove Anthony entra in contatto con chef conciati come pirati, brigate di hippy (siamo nei primi anni Settanta), incontri amorosi dentro e fuori della cucina, vapori che si alzano dalle postazioni, profumi e piatti a base di pesce. Sarà l’ennesimo segnale che convincerà Bourdain a seguire la strada della cucina cominciando con l’iscriversi al Culinary Institute of America a New York. Una volta diplomato intraprende la gavetta tra droghe, scherzi, vessazioni, avanzi di galera, ma anche instancabili lavoratori, tra ristoranti di periferia e ristoranti sul lastrico, in steakhouse e posti ‘in’ frequentati da vip. Tra successi e insuccessi. Tra atti di supremazia nei confronti degli ultimi arrivati nella brigata a momenti di rivincita. Dal suo mentore Bigfoot al toscano Pino. Dai colloqui di lavoro a trabocchetto alla nascita del suo impero culinario. Per descrivere tutto questo, le gioie e i dolori della cucina, le regole per essere un ottimo chef e consigli pratici su come stilare un menu’ e cosa acquistare e quando, ci immergiamo non in un libro suddiviso per capitoli, ma in un menu’ vero e proprio: Antipasto – Primo Piatto – Secondo Piatto – Terzo Piatto – Dessert – Caffè e sigaretta che invoglia il lettore a degustare, assaporare e deliziarsi dell’irriverenza di Bourdain, del suo estro, della sua sincerità per trasmetterci un messaggio importante: gli chef sono degli artisti che esprimono nella cucina la propria identità, la propria fantasia. Non ci dobbiamo soffermare sulla forma, sulla presentazione, non dobbiamo aver paura di privarci del piacere estremo di mangiare. Ogni piatto, ogni sapore è un’esperienza e non possiamo negarcela. Anche se ci piace quella pizza in quel locale malfamato dove il cuoco ha un orecchino sul sopracciglio e un corpo coperto di una maglietta di inchiostro. Il cibo non è discriminazione. Il cibo è passione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...