La nostra focaccia… ma questa volta senza scorciatoia!

imageDi Francesca R. Bragaglia

Nel post precedente si parlava di farine autolievitanti che comunque hanno già tutto tarato e misurato, con un margine di errore nell’esecuzione di una percentuale esigua. Beh, oggi ci siamo cimentate nell’uso del temuto (perlomeno per me) cubetto di lievito fresco… 500 gr di farina, 1 cucchiaino raso di zucchero, tre cucchiaini di sale (non tanto pieni), tre giri di olio di oliva e 300 gr di acqua bella calda. Abbiamo messo tutti gli ingredienti nella planetaria col braccio tipo mano di capitan unicino a velocità 2 per una decina di minuti. Oppure olio di gomito, fontana di farina, spezzettare al centro il lievito, mettere il sale, i giri di olio, lo zucchero e aggiungere piano l’acqua e lavorare energicamente sempre per una decina di minuti. Formare una palla da mettere in un contenitore che andrete a coprire con un canovaccio e che andrete a mettere a nanna in un posto caldo. Dopo mezzora vedrete già un bel risultato. Trascorso questo tempo di riposo, prendete la pasta, collocatela in una teglia leggermente oliata e con le mani anch’ esse oliate, stendetela per tutta la grandezza della teglia. Cospargetela degli ingredienti che
volete e rimettetela a dormire per almeno tre ore. Noi l’ abbiamo infornata in forno ventilato a 220 gradi per 20 minuti. Il risultato? Una focaccia croccante al punto giusto fuori, mollicosa dentro e alta più di due centimetri! Una goduria!

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