La fetta al latte… ibrido da missione possibile e dal gusto che non ti aspetti…

fettalatte1 fettalatteDi Francesca R. Bragaglia

Ormai ci stiamo specializzando in navigazione in internet, lettura di libri di cucina e guardiamo programmi che trattano indovinate un po’? Di cucina… E a volte ci lasciamo influenzare e attirare dai messaggi subliminali delle pubblicità e dalla golosità che ispirano i prodotti alimentari specialmente quelli dolci o da forno al punto da creare un vero e proprio dialogo tra la me cuoca provetta e scienziata (identificata con CP) e la mia piccola parte razionale (individuabile nel dialogo con PPR), dove chi vince è l’irrazionale e la voglia di far esplodere la cucina:

CP: Perché non provarlo a fare a casa?

PPR:  (In bocca al lupo…)

CP: Se lo faccio a casa spendo di meno

PPR: (non è vero assolutamente, hai visto quanto hai speso l’ultima volta?)

CP: Mi diverto

PPR: (non è sempre vero, anzi sul più bello tanto per creare suspence, le cose si complicano spesso irrimediabilmente… ricordati quando ha preso fuoco l’olio perché a momenti scoli la pasta nella padella)

CP: …Uffa! Ma è questo il bello di noi gourmand casalinghi, di appassionati di cibo, di noi che amiamo sporcarci le mani e imbrattare le pareti della cucina come murales… insomma di noi nerd dell’enogastronomia… Io lo sono e me ne vanto

PPR: (fai come ti pare, ti ho avvisato, poi non ti lamentare!!!)

CP: … Dai, ci metto poco…

PPR: (è solo frutto della mia amica immaginazione che è un po’ malata)

CP: …E ho lo stesso risultato

PPR: (dipende, ricordati che il tuo nome fa rima con ‘frana’)

CP: So quello che ci metto dentro

PPR: (su questo sono d’accordo… ma solo su questo)

CP: … E accetto la sfida

PPR: (Nooooooooooooooooooooo!!!!Sicura???? Ripensaciiiii!!!!!)

Tanto che cce vo’? Ecco allora che mi è ‘partita –  nel vero senso della parola –  la brocca’ e ho cominciato a scandagliare nelle stanze del mio cervello, a frugare a capire un dolce che avrei sempre voluto realizzare. Pensa, medita, pondera alla fine ecco materializzarsi come un effetto di powerpoint la Kinder Fetta al Latte… una merendina fresca, golosa, legata alla mia infanzia e a mia nonna. La mia cara nonna Francesca (come ho scritto altre volte, mio mentore in cucina, alla quale devo anche il mio nome che è stato tra virgolette abbellito da Romana, Chiara e Allegra… quindi per l’anagrafe mi chiamo Francesca Romana di primo nome, secondo Chiara e terzo Allegra… se fosse obbligatorio inserire tutti i nomi che ci hanno affibbiato i nostri genitori, credo che farei la muffa a furia di scrivere visto che ho anche un cognome lungo O_o. Perdonate la parentesi, ma oggi ho voglia di scrivere, quindi preparatevi! XD)… dicevo, la mia cara nonnina quando tornavo da scuola, aveva la bella abitudine di viziarmi e coccolarmi e farmi trovare il dolcetto dopo pranzo e per farmici arrivare anche se sapevo già la soluzione, mi faceva gli indovinelli e mi faceva i sorrisi più belli del mondo. Mi sembra di vederla e nel frattempo una lacrima è caduta sulla tastiera (Ciao Nonna, anche se non sei più con me, sei sempre nel mio cuore!!!! <3)… Sono diventata pazza, credetemi, con la linguetta da una parte a smanettare su internet alla ricerca della ricetta ‘perfetta’… ma più che perfetta meno pasticciata. Ho fatto degli errori in corso d’opera, ho tirato giù il calendario, mi sono rimessa ai fornelli e ho ricominciato ma alla fine il risultato è arrivato… una merendina a forma di Trancino del Mulino Bianco che ha un sapore che è una via di mezzo tra il Kinder Pinguì e la Fetta al Latte. Ho dovuto personalizzare la ricetta aggiungendo una cofana di pezzetti di cioccolato ultra fondente per ‘uccidere’ il potente sapore dolce e melenso del latte condensato, però credetemi, è molto buona e più sta in frigo e meglio è!!!

Ecco gli ingredienti:

Fette di cacao (pasta biscotto):

– 25 gr di cacao amaro (quello più buono, che profuma e che sa di cacao);

– 4 uova intere;

– 35 gr di farina;

– 1 cucchiaio di acqua tiepida (per l’ariosità dell’impasto);

– una punta di vanillina o qualche goccia di aroma di vaniglia;

– un cucchiaio di miele;

– 80 gr di zucchero

Ripieno (crema al latte);

– 8 gr di colla di pesce;

– 350 ml di panna fresca;

– 180 gr di latte condensato (anche 150 gr, è troppo intenso!!!!!);

– 1 cucchiaino di miele;

– 1 punta di vanillina (e non di più altrimenti la crema diventa amara), oppure due gocce di aroma di vaniglia;

– 50 – 80 gr di cioccolato fondente spezzettato

Tempo di cottura della pasta: 220° forno statico per 6 max 7 minuti.

Preparazione della crema:

– far sciogliere per una decina di minuti la colla di pesce;

– Scaldare 50 ml di panna in cui andrete a sciogliere la colla di pesce ammollata e strizzata e versatela in una ciotola con il latte condensato , il miele e la vanillina. Montate bene con le fruste a mano per 5 minuti. Questa parte di procedimento deve essere fatta alla velocità della luce altrimenti la colla fa i grumi. Una volta frustata, mettetela in frigo per almeno 5 minuti.

– Montare la panna restante (300 ml) e aggiungetela al composto di panna e latte condensato con molta delicatezza. Incorporate infine il cioccolato spezzettato e rimettete in frigo per almeno un’ora.

Preparazione delle fette;

– Dividere i tuorli dagli albumi. Sbattere i tuorli per almeno 10 minuti con 30 gr di zucchero, vaniglia, acqua e miele.

– Montare gli albumi a neve con il restante zucchero (50 gr.);

– Unire i due composti delicatamente dall’alto verso il basso e aggiungere piano piano la farina precedentemente mescolata al cacao e setacciata.

– Una metà dell’impasto va spatolata su una teglia di circa 28 cm e in forno a 220° per 6-7 minuti. Ripetete la stessa operazione per l’impasto restante. Mi raccomando, quando togliete il biscuit dal forno, toglietela subito dalla teglia che avrete coperto con la carta da forno, spargete la superficie libera con lo zucchero semolato e avvolgetela nella pellicola trasparente in modo che così possa immagazzinare calore e umidità e mantenersi elastica. Ideale a anche per i rotoli con nutella, creme, ecc…

– Una volta raffreddate le basi, spalmate la crema su una delle due e chiudete con l’altra a mo’ di panino. Tagliare il fettone in quadrati quando è bella fredda!

Buon appetito… 🙂

3 thoughts on “La fetta al latte… ibrido da missione possibile e dal gusto che non ti aspetti…

  1. Evviva i nerd dell’enogastronomia, i testardi irriducibili e quelli a cui parte la brocca!!
    L’ultimo quadrotto è finito ieri all’ora di pranzo e sì….era ancora più buono della sera precedente.
    Fantastico, meglio (molto meglio) di quello comprato: bravaaaaaaaa!!!!!!
    (e grazie!)
    ❤ ❤ ❤

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