Un libro dal titolo fuorviante… “La collezionista di ricette segrete” di Allegra Goodman – Newton Compton…

collezionista

Di Francesca R. Bragaglia

… E mi avvalgo dei ‘Diritti Imprescrittibili del lettore’ stilati dal grande Daniel Pennac…Faccio riferimento in particolar modo al secondo diritto, vale a dire ‘Il diritto di saltare le pagine’ e il terzo, i.e. ‘Il diritto di non finire il libro’. Due diritti da me applicati a questo libro secondo la logica del Vediamo se tra centocinquanta pagine si sblocca la situazione, fino alla più completa rassegnazione e l’abbandono del libro in un angolo che presto si riempirà della polvere del tempo. Per la prima volta mi trovo a scrivere su questo blog qualcosa di negativo. Non voglio far passare il messaggio che la mia opinione sia un diktat per chi volesse leggere questo romanzo, però sarei ben felice di intavolare una discussione con chi è arrivato/a fino all’ultima pagina… potrebbe aiutarmi a capire di più il motivo di questa pubblicazione. Quando l’ho visto in vendita su uno scaffale sono stata colpita dal titolo, che ha fatto rievocare nella mia mente il libro ‘Tartufi bianchi in inverno’ di N.B. Kelby, un libro splendido incentrato sulla cucina e sulle storie d’amore del mitico Escoffier. Con lo sguardo famelico mi fiondo sulla quarta di copertina, leggo i passaggi delle recensioni della Parrella, e di Panorama e mi incuriosisce il fatto che questa autrice a me sconosciuta sia reputata la degna erede di Jane Austen…assolutamente no!!! Non ha neanche il più lontano senso dell’umorismo della Austen né la sua eleganza nel raccontare vicende, sotterfugi come ha fatto in ‘Emma’ (un libro splendido che mi sono promessa di leggere una seconda volta!)… Leggiamo la trama sulle alette… Il romanzo si incentra sulla vita di due sorelle, Emily più grande, affermata e razionale e Jess la più piccola delle due, filosofa, sconclusionata e addetta in una libreria antiquaria part time. La vita di Jess cambierà grazie a una collezione antica di libri di ricette, ma anche per Emily ci saranno delle svolte. Vicende familiari che non scorrono sempre parallele, personaggi secondari buttati lì nel calderone, descrizioni troppo lunghe che vanno avanti per pagine e pagine… ad un certo punto mentre sei immersa in questo fiume nero sulle candide pagine bianche ti chiedi: Dove sono queste ricette? Dove si parla di cucina? Dove inizia questo legame fra la vita, l’amore e la cucina? Una ricettina? Un indizio? Niente di niente… Arrivata intorno a pagina 100, stremata dall’entrata in scena dell’ennesimo personaggio che sicuramente spunterà nuovamente fra altre duecento pagine (e per ricordarlo sarai costretta a rileggere il libro daccapo o vista la carrellata di comparse dovrai consultare l’elenco che ti sei scritta a matita dentro al libro), decido di fare una ricerca su quest’autrice e sul titolo originale del libro… sento puzza di bruciato… Scopro quindi che la Goodman non cucina, ma legge libri di cucina, il ché mi fa pensare che non ha ben chiaro il messaggio che può trasmettere un ingrediente, il profumo di una spezia, le delusioni (vere) se non lievita una focaccia, le espressioni di chi ti ama quando porti in tavola il suo piatto preferito, la convivialità del cibo e l’arte culinaria in genere. Cerco allora la versione originale. Il titolo non rispecchia la traduzione!!!! ‘The collector book’: questo perché in realtà (e l’ho scoperto appellandomi al secondo diritto del lettore, vale a dire saltando le pagine) il vero collezionista è prima McLintock che cerca di catalogare questi libri di cucina, e poi George,  colui chi acquista poi questa collezione (nonché il titolare della libreria dove lavora Jess)… dove sta la collezionista? Forse ho messo troppi puntini sulle i, però come ho specificato nel titolo del post, ha un titolo fuorviante in tutti i sensi. In primis, la resa del titolo dall’inglese all’italiano e in secondo luogo perché la cucina è un argomento ai margini. Leggo molto quando ho tempo, sono stati rarissimi i casi in cui non ho finito un libro ma sommersa dai sensi di colpa, ho dato una chance all’autore e ho portato a termine la lettura, confermando o smentendo la mia impressione originaria. Questa volta non tornerò indietro, applico in tutto e per tutto Daniel Pennac e vi riporto di seguito i suoi Diritti imprescrittibili del lettore. Non abbiate paura di applicarli… E ora scusatemi vado a preparare un tortino di verdure per fare una sorpresa a mia madre e nel pomeriggio penso che riprenderò qualche buona lettura…

I DIECI DIRITTI IMPRESCRITTIBILI DEL LETTORE

1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE; 
2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE;
3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO;
4. IL DIRITTO DI RILEGGERE;
5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA;
6. IL DIRITTO DEL BOVARISMO; 
7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE; 
8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE;
9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA;
10. IL DIRITTO DI TACERE.

 

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