Moto on The Road – Firenze/Südtirol/Gossolengo – I puntata: Firenze. Cotta e (ovviamente) mangiata.

Di Francesca R. Bragaglia

Ho raccolto le idee come fiori da un prato. Sto ancora facendo la cernita delle migliaia di foto che ho scattato, perché in ogni frammento c’è un istante di questo viaggio. Il primo viaggio importante. Un banco di prova per una coppia di nuova formazione, che si ritrova improvvisamente distante dalla realtà, gomito a gomito ogni minuto, vivere l’uno nel respiro dell’altra, conoscere abitudini, alimentazione, pregi e difetti e soprattutto prendere decisioni insieme. Altrimenti non si va da nessuna parte. Ne sono uscita felice e al contempo malinconica perché mi ero quasi abituata all’idea di condividere ogni secondo con il mio caro lui…

Ma chiudiamo questa parentesi diabetica per arrivare al succo del viaggio. Abbiamo scelto il Trentino perché non ci sono mai stata, amo la tranquillità e poi perché le strade sono favolose da percorrere in moto… Eh sì! Abbiamo percorso più di settecento chilometri per arrivare in Südtirol tra curve e rettilinei, con la pioggia battente e con un timido sole e il vento, carichi come la slitta di Babbo Natale…

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Abbiamo prenotato un mese prima perché ci è balenata la brillante idea del contro-esodo di Ferragosto alla ricerca di una meta che ci facesse allontanare dalla vita di tutti i giorni e dal caos cittadino (non dico distanti dall’afa perché questa è stata a livello climatico la più brutta e più drammatica che abbia mai vissuto). Per evitare che il nostro posteriore assumesse la forma quadrata – e considerato il fatto che andare in moto significa divertirsi e non è una prova di resistenza e forza – ho trovato un bel posticino per pernottare a metà strada tra casa nostra (anzi case nostre!) e la nostra destinazione. Mi riferisco allo Antico Spedale del Bigallo, una struttura che si trova a Bagno a Ripoli che dista una decina di chilometri da Firenze. Come ho visto le foto in rete mi sono letteralmente innamorata! Si tratta di un ostello/bed and breakfast/luogo di eventi sviluppato all’interno di un edificio del XIII secolo fondato da un facoltoso cittadino della zona per accogliere pellegrini e poveri che a metà del Duecento fu gestito da una Confraternita, nel Quattrocento divenne monastero di clausura e nell’Ottocento diede ospitalità alle famiglie di contadini e artigiani delle zone limitrofe.

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All’interno dello spedale si trovano ancora ambienti originali come l’orto medievale, il refettorio e la cucina

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I prezzi sono abbordabili, il personale è gentilissimo, le camere con il bagno privato (o in comune) sono accoglienti e pulite e rispecchiamo lo spirito storico che aleggia nello spedale. La colazione molto semplice ti da la giusta carica… per info http://www.anticospedalebigallo.it/

Come siamo arrivati, abbiamo lanciato letteralmente i bagagli per correre verso Firenze… una vera toccata e fuga!!!

Uno sguardo al panorama mozzafiato di Piazzale Michelangelo, una sorta di Gianicolo romano…

20140814_131726 20140814_132042 …per poi ammirare – ahimè sommariamente e velocemente – le meraviglie che offrono le strade che costeggiano l’Arno…

20140814_160135 20140814_160122 20140814_160115… raggiungere Ponte Vecchio, essere inghiottiti dalla folla di turisti e ammirare le vetrine dei laboratori orafi e i negozi di pelletteria…

20140814_164257 20140814_164447… e finire dopo un lungo peregrinare nel quartiere San Frediano dove si concentrano molte botteghe artigiane… e dei posti dove mangiare a dir poco eccellenti. Ci siamo imbattuti nella Trattoria dell’Orto, un locale accogliente e familiare dove abbiamo degustato la vera cucina tipica toscana.

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Di primo acchito, vedendo menù fisso e la possibilità di scegliere le portate a un piccolo prezzo ho pensato “Sarà una cucina discreta, si può fare…” E invece!!! Una sorpresa!!! Quale cucina discreta! Spettacolare! Da applauso! Da inchino con triplo salto carpiato!

Eccellenti i rigatoni alla boscaiola…

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Commovente il Peposo alla Fornacina con contorno di spinaci all’aglio…

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… dove per commovente non intendo per la presenza di tantissimi grani di pepe, ma per la splendida esecuzione del piatto. Per questo motivo, quando lo chef è uscito dalla cucina per ristorarsi, dopo avergli fatto i complimenti, l’ho sottoposto ad un interrogatorio, scoprendo così che:

– Il peposo alla fornacina è un piatto tipico toscano. La  sua origine è sicuramente legata all’attività dei fornacini (gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci) dell’Impruneta che è un comune del fiorentino famoso appunto per le terracotte durante il periodo di attività del Brunelleschi e il completamento del Duomo di Firenze;

– Il peposo è cotto nel Chianti (magari Classico Gallo Nero!!!) insieme al pepe in grani. Una cottura molto lenta permette alla carne (muscolo di manzo) di sciogliersi in bocca. A prima vista sembrerebbe un piatto unto e ultra calorico e invece è sano perché non c’è olio, né soffritto, solo un bel litrozzo di buon vino toscano!

– La ricetta a grandi linee:

– 1 kg di muscolo di manzo;

– 1 lt. di Chianti buono (non lesinate sul vino, in particolar modo quando ci dovete cucinare! Sceglietelo buono, non il brick, tipo quello famoso che inizia con la T…ve lo vieto, vi verrò a citofonare!);

– una ventina di grani di pepe nero;

– 5 spicchi di aglio vestiti;

– un mazzetto di rosmarino e salvia;

– sale qb.

Procedimento:

La ricetta che va per la maggiore prevede l’uso di una pentola di coccio, dove al suo interno va messo il muscolo tagliato a pezzetti non troppo piccoli, con gli odori, il sale, l’aglio vestito e il pepe, coperto con il vino e lasciato cuocere lentamente, per essere poi adagiato nel piatto di portata sopra a un paio di fette di buon pane toscano.

Come dolce abbiamo optato per un evergreen della tradizione… tozzetti friabilissimi e leggerissimi con Vin Santo…

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Il tutto accompagnato da un fantastico TORGAIO – RUFFINO (azienda della zona), 201320140814_144853

Un vino fresco, colore rosso rubino con riflessi viola. Fruttato e floreale, questo vino prodotto con sangiovese, è un’esplosione di sottobosco, chiodi di garofano, pepe, e torrefazione.

Per info sulla Trattoria dell’Orto http://www.trattoriadellorto.it/

Purtroppo il nostro soggiorno a Firenze è durato poco. Giusto il tempo per rifocillarsi e rilassarsi per poi partire per il Trentino. Destinazione Lajon.

Appuntamento alla seconda puntata

 

 

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