Quando inizia la realtà e termina la fantasia? ‘Felicità è un pizzico di noce moscata’ – Maria Goodin – Sperling&Kupfer

libroDi Francesca R. Bragaglia

Anche se la noce moscata non è l’oggetto principale del libro, il titolo rende comunque l’idea. E man mano vi spiegherò perché.

Partiamo dal presupposto che mi ci sono imbattuta per caso. Entro in una grande libreria per fare un regalo di compleanno. Dopo l’ardua scelta del dono per il genetliaco della mia amica ed essermi persa tra gli scaffali e segnata su un taccuino tutto ciò che mi leggerò prossimamente, quando arrivo alla cassa, sul bancone vedo delle buste marroncine con delle scritte stampate. Arrivato il mio turno, ho giusto il tempo di esaminarle da più vicino. Rientrano nella strategia di marketing ‘Appuntamento al buio con il libro’: leggi gli indizi sull’involucro (es: appassionante, thriller…), paghi 10 euro e ti porti a casa la sorpresa. Sono stata attratta da queste parole:

– Ironico;

– Fantasioso;

– Brillante;

– A te che vivi la tua vita come un sogno meraviglioso.

Mentre scarto il pacchetto, sto già ponderando l’idea di riportare indietro il volume indesiderato o di piazzarlo sotto un mobile come  contrappeso o donarlo alla biblioteca comunale. Niente di tutto ciò. Il titolo mi è piaciuto subito e non mi sono soffermata su quanto scritto nelle alette. L’ho iniziato a leggere in una notte insonne come mi capita spesso, smangiucchiato qualche pagina tra una chiamata e l’altra al lavoro e terminato in brevissimo tempo.

Dopo le prime dieci pagine ho pensato ‘Speriamo che non sia deludente quanto La collezionista di ricette segrete (potete sbirciare la recensione qui:

https://missionegusto.com/2014/07/19/un-libro-dal-titolo-fuorviante-la-collezionista-di-ricette-segrete-di-allegra-goodman-newton-compton/

Alla Goodin ho voluto dare una possibilità. E ne è valsa la pena. Felicità è un pizzico di noce moscata è un titolo che racchiude un messaggio fondamentale: essere felici non costa nulla, questo sentimento aromatizza la vita, è tutta intorno a noi. L’esistenza è un morso e bisogna apprezzare le meraviglie di ogni giorno e non fermarsi alle apparenze.

Meg è una ragazza di circa vent’anni che ha sempre vissuto in un mondo fantastico plasmato dalla madre Valerie che le ha raccontato che il padre mai conosciuto era un grandissimo pasticcere. L’unica cosa certa per questa ragazza, è la stravaganza della genitrice che l’ha resa negli anni lo zimbello di amici e compagni di scuola. Un rapporto familiare conflittuale che si è placato quando Meg ha raggiunto la sua indipendenza a seguito degli studi universitari. La protagonista, forse inconsciamente in risposta alle fantasticherie della mamma (che passa il tempo ai fornelli), sviluppa una razionalità che dà quasi sui nervi (a tal punto che non capisce per quale motivo i bambini parlino con i draghi o giochino con i folletti), amplificata dalla presenza di Mark il suo fidanzato, docente conosciuto all’università di fronte al quale cerca di essere perfetta fino a vergognarsi della madre dandole della pazza.

Poi l’evoluzione della malattia di Valerie la costringe a ritornare da lei, dove conoscerà Ewan il giardiniere con cui instaura un rapporto conflittuale: lui amante dei miti greci, gran oratore davanti a un pubblico di fiori e piante; lei una persona fermamente convinta che vivere in un mondo di bugie e favole non serve a nulla.

Il momento del ricongiungimento con la mamma coincide con la voglia di scoprire l’identità del vero padre della protagonista. Vista l’evasione sull’argomento da parte di Valerie, la giovane si mette sulle tracce dell’altro genitore, scoprendo una verità da suspence.

Non mi dilungo oltre. Posso solo aggiungere che:

– Le ambientazioni sono meravigliose;

– La cucina è un focolare e preparare le pietanze per chi ami e condividerle, è un momento di aggregazione e un mezzo per dimostrare tutto l’amore;

– Ho pianto;

– Ho riso;

– La vita è il dono più bello e va vissuto giorno per giorno e va gustato come un cibo prelibato, assaporandone l’essenza.

La mia recensione, come il modo in cui sono entrata in possesso di questo libro, è fatta di indizi e spero di avervi infuso un po’ di curiosità.

Posso concludere dicendo che quando ho chiuso il libro, sono stata colta da una voglia irresistibile di abbracciare mia madre e di preparare un piatto tutto per lei.

Appuntamento alla prossima recensione!

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