Una domenica di primavera in vigna: Azienda Pietro Beconcini – San Miniato (PI)

Di Francesca R. Bragaglia

Vorrei raccontare tante cose. I pensieri si rincorrono nella mente. Un’ottima compagnia in una domenica di sole con tutto il calore della primavera.

Abbiamo macinato chilometri per raggiungere San Miniato e immergerci nella realtà vinicola dell’Azienda Pietro Beconcini.

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Un angolo di paradiso, un clima meraviglioso grazie alla calorosa accoglienza di Eva e Leonardo. Mi sembrava di conoscerli da sempre. Affabili, disponibili e competenti ci hanno aperto le porte del mondo dei vignaioli, ci hanno fatto respirare il valore del loro lavoro, di quanto sia importante la continuità generazionale nel contesto vinicolo e di come sia fondamentale portare avanti e sviluppare una tradizione di famiglia.

San Miniato

Mi soffermo brevemente sul luogo, perché ha la sua importanza, oltre ad essere la cornice paesaggistica di questa esperienza.

Si tratta di una cittadina con nucleo originario dell’VIII secolo, situata tra Firenze e Pisa, tra l’Arno e l’Elsa, è conosciuta per i tartufi bianchi, la lavorazione del pellame e la via Francigena. Ma non solo. E’ stata la casa del parroco agronomo della chiesa a Sant’Angelo a Montorzo, Giovan Battista Landeschi. Un religioso che elaborò nel Settecento il terrazzamento dei terreni del sanminiatese per migliorare il deflusso delle acque superficiali del suolo coltivato e coltivabile.

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Come accennavo sopra, l’azienda racconta una storia di famiglia. Dal nonno di Leonardo che già lavorava queste terre come mezzadro e che acquistò negli anni Cinquanta, fino ai giorni nostri. Con la politica di coltivazione di uve autoctone, a prescindere dalla tendenza che si è imposta nel mondo vinicolo, ossia introdurre nella produzione toscana tradizionale, vitigni internazionali. Distese a cordone speronato di Malvasia Nera e Sangiovese, con presenza di ceppi di Colombana e Canaiolo e concludere con il Tempranillo…OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA

La vinificazione si sviluppa con lieviti non selezionati, quindi presenti nelle stesse uve e la maturazione avviene in botti di rovere di diverse capienze e dimensioni, fatte di legno proveniente da diverse aree, dal tonneau francese alla botte di Slavonia.

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Non notate qualcosa di strano o particolare nelle parole scritte poc’anzi? No? Vi do un indizio: Spagna… Ancora niente? D’accordo… vi arrendete? Vedo le balle di fieno… Tempranillo.

Il Tempranillo

Un vitigno spagnolo in Toscana? Ebbene sì, una pianta che per molto tempo è stata un’incognita per l’azienda, era già presente tra i filari dagli anni Venti ed è stata sottoposta a studi approfonditi per molti anni. Questo vitigno è stato molto probabilmente portato a San Miniato attraverso la Via Francigena. Difatti, la vigna è collocata a fianco di questa storica arteria, che in Toscana tocca quasi quaranta comuni e che nell’epoca medievale collegava Canterbury a Roma, conduceva ai porti pugliesi da cui imbarcarsi per raggiungere Gerusalemme fino a condurre i pellegrini a Santiago de Compostela, in Galizia, dove si trova la tomba dell’apostolo Giacomo.

Un’uva rossa che deriva il suo nome probabilmente dalla sua breve maturazione (dove temprano  nella lingua spagnola significa ‘precoce’) e che viene coltivata su un terreno a base di argilla pesante e fossili ricchi di calcare risalenti al pleistocene.

Tra i vini con uve Tempranillo…

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Un vino ottenuto con i vitigni di Tempranillo in purezza piantati verso la fine degli anni Novanta. Il suo nome commerciale indica appunto l’incognita dopo il primo incontro con quest’uva; è la sua trasposizione nel dialetto toscano. Abbiamo degustato l’annata 2012. Un trionfo di erba tagliata, profumo balsamico, frutta rossa e secca, tabacco. Maturato per 14 mesi e affinato in bottiglia per 6. Fresco e morbido al contempo con una consistenza minerale. 13.5 gradi.

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Il Sangiovese

Può piacere come no. Ma ve lo assicuro, il Sangiovese – simbolo della Toscana – coltivato e prodotto da questa azienda ha un suo perché. Sarà merito dell’aria e il terreno ricco d’argilla, ma un vino ricavato da queste uve non l’ho mai degustato con così tanto piacere. E poi non è stato scelto alcun intervento enologico ma si seguono le esigenze della pianta.

Tra i vini con uve Sangiovese

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Anno 2011, 14 gradi. 85% Sangiovese e 15% Canaiolo provenienti da vitigni di circa cinquant’anni. Un colore rosso così intenso che non si è mai visto in un Sangiovese. Tannini morbidi che lasciano quasi immaginare che il vino sia invecchiato per qualche anno… finchè non leggi l’annata sulla bottiglia. Riposa 18 mesi in botti grandi di Slavonia e 30 mesi in bottiglia. Miele, balsamico, cacao, caffè e frutta secca. Una complessità di profumi che lascia a bocca aperta!

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Malvasia bianca di Candia

Questo vitigno è impiegato nella produzione del Vin Santo in quanto molto aromatica e si presta all’ossidazione mantenendo specifiche caratteristiche e sviluppandone al contempo di nuove.

Tra i vini con la Malvasia Bianca

IL CARATELLO

Anno 2006. Vin Santo ottenuto da uve Malvasia Bianca, Trebbiano e una percentuale di Malvasia Nera e Colombana.
Il nome di questo vino deriva dai caratelli, piccoli fusti in legno di castagno e rovere. I grappoli vengono collocati in locali ben ventilati per subire il processo di appassimento. Il vino spremuto viene trasferito poi in questi fusti dove iniziano una fermentazione spontanea molto lenta, mentre la maturazione può durare almeno un lustro. Il Vin Santo prodotto è commovente. Dal colore dorato intenso, sprigiona profumi di miele d’acacia, zagara e noci. In bocca è un’esplosione di dolcezza con una venatura di caramello, non invasiva e molto gradevole. In chiusura rimane un finale secco molto piacevole. Un trionfo con i formaggi erborinati.
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Vorrei descrivere tutti i vini che ho degustato, ma permettetemi di solleticare la vostra curiosità.
Vorrei chiudere questo breve reportage con la foto che segue:
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Un tramonto che si schiude su queste vigne, mentre i miei occhi guardano attraverso il bicchiere che racchiude il lavoro e la passione di questa azienda per la propria terra.

Pietro Beconcini Azienda Agricola Via Montorzo 13/A – San Miniato (PI) – http://www.pietrobeconcini.com

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