Quasi pangoccioli. Pancio’ con esubero di lievito madre e residui dell’uovo di Pasqua.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADi Francesca R. Bragaglia

Il mio sogno proibito (non Johnny Depp), oltre alla riproduzione non pedissequa della Fetta al Latte, di cui trovate il link alla mia ricetta ‘ibrida’ qui sotto

https://missionegusto.com/2014/02/09/la-fetta-al-latte-ibrido-da-missione-possibile-e-dal-gusto-che-non-ti-aspetti/

è sempre stato quello di ricreare le mie merendine preferite. Quelle che rievocano l’infanzia e bei ricordi (un po’ come la madeleine di Proustiana memoria), quei prodotti seriali e industriali ricchi di bontante chimico di cui non ti spieghi l’origine ma che porta alla dipendenza gustativa e olfattiva; quelle che ti fanno stringere le labbra per l’esagerata dolcezza che sprigionano a ogni boccone, ma che tu bambina/bambino innocente continueresti a mangiare per gola.

Schifezze che hanno lasciato una scia nella mia vita. Anche in epoca adolescenziale e adulta. Casi in cui un solo incontro con frutti della sperimentazione dolciaria di colossi mondiali ti imprime un segno indelebile. Come il fanciullo innamorato della sua principessina, dalla quale riceve il primo bacio sulla guancia e non si lava più per paura di perdere il contatto con quell’inebriante sensazione di aver fatto breccia nel suo cuore (e intanto gli ha fregato i giochi dalle mani)…

L’esempio dei Pangoccioli è lampante. Li ho assaggiati una sola volta e mi sono subito piaciuti. Ma non pensate che sia una merendinadipendente! Non le acquisto e proibisco a mia madre di portarle in casa, perché penso alla mia incolumità, perché mi conosco e conosco la mia golosità.

Un giorno, quando ero una nerd culinaria alle primissimissime armi, mi sono così intestardita a voler preparare questi panini con la cioccolata che ho preso alla cieca una ricetta della Parodi (vi prego non dite nulla…) e un po’ per la mia inesperienza con il lavoro manuale, un po’ per colpa della ricetta (eh lo so, sto provando a scagionarmi…), sono usciti fuori degli hamburger marroni, in pratica di un colore uniforme: mentre impastavo mi si erano squagliate fra le mani le gocce di cioccolato, ma imperterrita ho continuato fino in fondo per dare vita a degli insipidi e poco lievitati dolcetti.

Ieri sera sono stata colpita da un’idea un po’ malsana. Mi sono sentita come San Paolo di Tarso folgorato sulla via di Damasco…

Con il naso infilato in uno dei barattoli del lievito madre (per verificarne stato, odore e consistenza), alzo lo sguardo verso la scatola dove giace depressa la cioccolata dell’uovo di Pasqua al liquore Strega e torroncino e decido di realizzare finalmente il mio sogno: i pangoccioli.

FRANCESCA NERD: Ma sì, andiamo di pari passo con la ricetta del Mulino Bianco aggiornata, usiamo anche noi il lievito madre!

FRANCESCA RAZIONALE: Clap clap clap (onomatopea con fare ironico)! Ma che ideona da pazzoide! 

FRANCESCA NERD: …Però stravolgiamo la ricetta del grande Chef Sergio Maria Teutonico! Siiiiiiiiiii!

FRANCESCA RAZIONALE: PAFFFF! (Onomatopea derivante dalla sonora manata che la Francesca Razionale si dà sulla fronte)

Morale della favola: avete presente dei maritozzi? L’effetto era quello. Sono cresciuti a dismisura e mia madre non contenta di tutta la cioccolata che ho infilato a forza nell’impasto, li ha tagliati a metà e ci ha messo altri pezzi dell’uovo. Però credo che anche la marmellata di arance non ci starebbe poi tanto male. Fragranti fuori e morbidosi dentro. Cotti al punto giusto e dal sapore speciale grazie al retrogusto liquoroso. Una colazione perfetta e una merenda deliziosa con un bel bicchiere di latte freddo… La prossima volta preparerò questi paninetti con uvetta e noci!

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Ingredienti per 15 pancio’:

  • 250 grammi di farina 0;
  • 250 grammi di farina manitoba;
  • 90 grammi di zucchero di canna;
  • 1 cucchiaino di miele;
  • 250 ml di latte senza lattosio (di mucca di cartapesta…scherzo!)
  • 1 uovo intero;
  • 1 tuorlo;
  • 150 grammi di esubero di lievito madre;
  • 50 grammi di margarina;
  • 100/120 grammi di cioccolato dell’uovo di Pasqua/tavoletta avanzata spezzettato, o gocce di cioccolato;
  • Latte senza lattosio qb per spennellare;
  • 1 pizzico di sale.

Procedimento:

  1. Scaldare leggermente il latte;
  2. Spezzettare il lievito in una ciotola e aggiungere il cucchiaino di miele:
  3. Sciogliete il lievito aggiungendo il latte tiepido e girare fino a formare una schiuma;
  4. Aggiungere lo zucchero, il sale, la margarina e mescolare, quindi versare le uova e amalgamare;
  5. Aggiungere al fluido le farine e impastare per una decina di minuti. Lasciare riposare per 3 ore la palla formata in un luogo riparato e coperta con canovacci e pellicola;
  6. Trascorso il tempo di questa prima lievitazione, riprendere l’impasto, aggiungere il cioccolato e manipolarlo il più velocemente possibile. Formare di nuovo una palla e lasciarla lievitare sempre coperta (vedi punto 5) per altre 8 ore;
  7. Dopo questa seconda lievitazione, formare con l’impasto un salamone da cui ricavare circa 15 (se non di più) pallette di e disporle ben distanziate su delle teglie foderate di carta da forno. Farle riposare per altre 3 ore;
  8. Passate anche queste 3 ore, spennellare le pallette con il latte, infornarle a 180° per circa 15/20 minuti facendo attenzione alla doratura (ricordate che ogni forno ha una sua storia!).
  9. Fateli raffreddare su una gratella. Io li ho poi messi in una sacca di carta per il pane e a distanza di ore sono ancora performanti! 🙂

P.S. per la ricetta originale dello Chef Sergio Maria Teutonico potete recarvi qui:

http://www.lapalestradelcibo.com/senza-categoria/pangoccioli-panini-al-cioccolato/

 

4 thoughts on “Quasi pangoccioli. Pancio’ con esubero di lievito madre e residui dell’uovo di Pasqua.

    1. Buongiorno Monica! Ma certamente! Ho usato quegli ingredienti perché mi piace lo zucchero di canna e mia madre non digerisce il latte! Prova e fammi sapere la riuscita! Buon weekend! 🙂

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