Cartoline da Budapest – II PARTE – Consigli base e qualcosa da vedere

Di Francesca R. Bragaglia

Ci siamo lasciati qualche ora fa con un po’ di suspance che non è durata molto. Infatti, eccomi di nuovo davanti al pc a sfruttare al meglio questi giorni di ferie che mi sono rimasti, a rilassarmi, a selezionare con attenzione i ricordi e le quasi cinquecento foto che ho fatto, nei quattro giorni che sono stata a Budapest.

Una vacanza lampo divertentissima, commovente e gustosissima. Resa ancora più bella dagli amici. Marco e Francesca sono stati i nostri inseparabili compagni di viaggio, di panino e “sgargarozzate” di birra. Marco, grande amico di Dario da tempi remoti, è entrato in simbiosi con la mia dolce metà; Francesca, oltre ad essere un’ottima forchetta ed avere una grande personalità e solarità, è anche un navigatore umano: datele una cartina e in men che non si dica, traccerà itinerari spettacolari e percorsi da rimanere per ore con il naso all’insù, usufruendo dei potenti, efficienti, puliti e puntuali mezzi pubblici budapestini.

I tram... anche se molto anni Ottanta, sono pulitissimi e puntualissimi... come in Italia!
I tram… anche se molto anni Ottanta, sono pulitissimi e puntualissimi… come in Italia!
La metro di Budapest
La metro di Budapest

E a proposito di mobilità: Budapest è ben collegata. Ha una rete di metropolitane che si incrociano, si intrecciano e si dipanano raggiungendo ogni zona della città, come del resto la rete di tram e autobus. Vi do il primo consiglio (noi l’abbiamo scoperto con qualche giorno di ritardo, però devo dire che può essere utile per chi vuole spostarsi più agevolmente e senza ansia): se siete in massimo 5 (cinque) persone, avete la possibilità di acquistare in metro attraverso le apposite macchinette, un biglietto di gruppo da 24 o da 72 ore: con 3300 forint (circa 11 euro) abbiamo acquistato la prima tipologia di ticket che ci ha permesso di salire su metro e tram senza alcuna limitazione. Altrimenti potete acquistare singoli biglietti a 350 forint (se li comprate direttamente sull’autobus li pagate 450 forint… ma non sempre i conducenti li hanno! Fate attenzione perché ci sono gli ispettori in borghese molto zelanti che fanno i controlli a campione! Girate sempre con il biglietto e obliteratelo!).

Potete anche scegliere l’opzione del carnet da 10 biglietti (e l’undicesimo è una ricevuta, non è un ticket in omaggio! Parlo per esperienza!) e durano giusto il tempo di una corsa.

Se poi volete unire l’utile al dilettevole e osservare i monumenti e la città comodamente seduti, ci sono alcune alternative come il tour bus o la gita sul battello.

Con dieci euro potete fare il giro di due ore sul bus aperto senza mai scendere, oppure con pochissimi euro potete ammirare Budapest in notturna bagnata dal Danubio… (un’esperienza che consiglio vivamente)…11796236_389133301280115_5176169419827243257_n 11800129_389133247946787_7619177232920723245_n 11813328_389133194613459_8367109088462733886_n 11813358_389133231280122_539784391803985025_n 11831816_389133284613450_7010142350956730675_n 11836882_389133161280129_4462082320811468983_n

Considerato l’odio per la matematica, ammetto di aver avuto dei problemi con il cambio, più che altro nel capire le commissioni e il rapporto forint/euro… è stato difficile ma ce l’ho fatta. E ora il consiglio numero due: per praticità, appena arrivati, non cambiate in aeroporto, anche se le commissioni sono allo 0%, perché 1 euro = 244 forint, quindi sottovalutato; cambiate eventualmente presso un centro Western Union o direttamente in hotel. Ci sono in giro tanti punti, ma possono trasformarsi in trappole per turisti. A Budapest accettano anche gli euro, ma con difficoltà e se acquisti con la moneta europea, il resto te lo danno in forint, splendida cartamoneta che mi ricorda vagamente il denaro del Monopoli.
A volte è difficile anche farsi capire in inglese perché hanno una pronuncia leggermente diversa e più dura. Ma non abbiate paura. Con i gesti internazionali ci si capisce benissimo. Basta poi avere a mente quelle quattro o cinque parole che ti risolvono le più comuni situazioni. Per quello che mi riguarda so che cosa vuol dire “következő megálló”: significa “prossima fermata”. Le uniche due parole che ho imparato a furia di sentirle in autobus! E comunque i budapestini sono molto gentili e disponibili, quindi No Panic!
Dopo queste piccole parentesi, passiamo a qualche consiglio su cosa vedere.
Per rilassarsi ci sono diverse terme. Noi siamo andati ai Bagni Rudas che sono stati costruiti dai Turchi nel Quattrocento. Sui soffitti ci sono delle fessure attraverso le quali passa la luce creando un gioco di colori. L’entrata è promiscua solo in alcuni giorni della settimana. L’accesso alle sole terme costa 3400 forint a persona; se poi volete farvi una nuotata e accedere agli altri servizi, il prezzo cambia. Mi raccomando, partite da casa già con le cuffie e l’asciugamano, altrimenti li dovrete noleggiare!
Da non perdere Memento Park, che raccoglie le statue della dittatura comunista ‘scampate’, in parole povere all’ira funesta dei cittadini che, esasperati dalle condizioni politiche degli anni Ottanta, prendevano di mira tutto ciò che ricordasse loro il regime… compresa la statua di Lenin che fu buttata giù nel 1956 e della quale restano solo gli stivaloni di fronte all’entrata dove ad accoglierci troviamo un Lenin mastodontico da un lato e Marx ed Engels dall’altro. L’ingresso costa 1500 forint e il museo è aperto dalle 10 sino al tramonto.
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Altre tappe obbligate sono il Parlamento con le sue navate e la sua potenza…
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… Il commovente monumento in bronzo delle scarpe sulla passeggiata lungo il Danubio, in ricordo dei cittadini ebrei uccisi dalle Croci Frecciate durante la Seconda Guerra Mondiale. Sessanta paia di scarpe di uomini, donne e bambini, a segnare il passaggio di vittime innocenti su questa terra…


… Fino ad arrivare al controverso monumento in ricordo dell’occupazione tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale in Piazza della Libertà, voluto nel 2014 dal governo ancora in carica. L’aquila tedesca che sovrasta l’Arcangelo Gabriele ha di fronte e in contrapposizione il cosiddetto “Monumento Vivo”: ricordi, foto e oggetti delle vittime del massacro ungherese non solo per mano dei tedeschi, ma anche per volontà dei politici ungheresi dell’epoca…
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Nel prossimo post termineremo il nostro viaggio turistico per passare alla cucina tipica ungherese! Stay tuned!

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