Cartoline da Budapest. Meta di storia, vita ed enogastronomia. I PARTE

Di Francesca R. Bragaglia

Quando ho messo il naso fuori dall’aereo appena atterrato a Ciampino, mi sono sentita vuota. Triste come un piatto di insalata scondita. Spaesata. A trentadue anni, il secondo viaggio fuori dall’Italia è stata una così intensa esperienza che sarei rimasta molto volentieri. Sarei voluta tornare subito al lavoro per non essere inghiottita dalle emozioni che ancora mi mandano in subbuglio l’anima, ma mi è stato categoricamente detto di rimanere a casa tutta la settimana… Ora avrò modo di fantasticare su quanto ho visto, annusato , mangiato e farmi rapire dai ricordi… spero di riprendermi.

Mentre scrivo, prendo del tempo, cercando di trovare l’estremità di un qualcosa da cui partire; immagini e colori mi travolgono come un treno, si infrangono nella mente come le onde sugli scogli.

Questo post non sarà solo un resoconto di viaggio, ma anche un modo per dare qualche piccolo consiglio a chi come me, di viaggi non è esperto… spero di riuscire nell’intento e di rendere la lettura piacevole e comprensibile.

Perché Budapest? Per un matrimonio da favola. Due nostri amici si sono sposati presso la Chiesa di San Mattia (meglio conosciuta come Nostra Signora Assunta della Collina del Castello), con influenze neogotiche e affreschi interni richiamanti lo stile barocco. La costruzione risale al XIII secolo e si trova in Piazza della Santa Trinità a Buda… no, non mi sono dimenticata un pezzo! Buda è una città antichissima posta sulla riva destra del Danubio che negli anni Settanta dell’Ottocento fu unita con Obuda e Pest, quindi:

Buda + Obuda + Pest = Budapest!

Bastione dei Pescatori – Colle del Castello di Buda
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Chiesa di San Mattia
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Colonna della Santissima Trinità
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Interni Chiesa di San Mattia
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Interni Chiesa di San Mattia 
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Volta della Chiesa di San Mattia
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Chiesa di San Mattia

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Panorama dal Bastione dei Pescatori

Una cerimonia bilingue davvero emozionante! E una festa divertentissima all’Hotel Flamenco, dove abbiamo alloggiato per tutto il viaggio.

L’Hotel Flamenco è un quattro stelle che si trova vicino a un laghetto ed è ben collegato con il centro. Le stanze sono confortevoli, il personale è gentilissimo e la colazione a buffet è infinita…

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… anche se la mia dolce metà dopo aver divorato ogni cosa (dolce e poi salato, dolce e salato insieme, uova con bacon, prosciutto e formaggio…) e aver macinato chilometri a piedi e in metro, reclamava a distanza di neanche due ore da questo brunch vero e proprio, un birrozzo e un panino. Credo di essere tornata con un paio di chili in più. Il mio fidanzato non era guidato dall’ingordigia, quanto dai profumi delle spezie e di buon cibo che riempivano l’aria.

Ma andiamo con ordine. Ho troppe cose da raccontare. Nel prossimo post vi parlerò dei luoghi visitati e qualche indicazione! Stay tuned! 🙂

 

4 thoughts on “Cartoline da Budapest. Meta di storia, vita ed enogastronomia. I PARTE

  1. Uau che emozione!!! Foto bellissime ( che ho già ammirato su FB) e racconto di viaggio che si preannuncia molto coinvolgente. Che importa quanti viaggi fai? Importa COME li fai! E tu li fai con l’anima, con il cuore e con tutti i sensi. So già che i tuoi racconti mi piaceranno un sacco. Su su, bando alle malinconie e mettiti a scrivere! E mi raccomando: focus su tutto quello che ve sete magnati!
    A proposito: certo che questo tuo fidanzato è proprio un buongustaio!!

    Bacioni Francis💜💜💜

    1. Grazie Luna! Il mio fidanzato è proprio un caterpillar a quattro ganasce e lo amo per questo! Non si è spaventato neanche di fronte alla marcata speziatura che caratterizza i piatti ungheresi! Grazie per l’incoraggiamento e il supporto! 🙂

      1. Ecco! Userò questa preziosa soffiata ogni volta che, invitato a casa mia, avrà da ridire sui miei piatti “strani” ahahah!!!

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