Weekend dedicato alla fuga. Umbria mon amour. Giorno uno. Tra forti emozioni e degustazioni

Di Francesca R. Bragaglia
Lui:”Il 17 giugno tieniti libera”
Io:”Perché?”
Lui:”Non te lo posso dire”
Io:”Un indizio!Dai solo uno!”

Morale della favola: a furia di fare ‘Il gioco dei perché’ e chiedere ogni due secondi un indizio, la mia dolce (e paziente) metà, per l’esasperazione si è lasciato sfuggire quanto segue:
“Ho prenotato in un posto famoso in Umbria, a Montefalco. E solo il 17 giugno. E non fare altre domande per pietà! ”
Mi ci sono arrovellata il cervello per un giorno intero fino a quando non mi si è materializzata una lampadina sopra la testa… ma vuoi vedere che…?
Con le lacrime agli occhi e la felicità che fuoriusciva da ogni poro della mia pelle, avevo capito… Aveva prenotato alla Via di Mezzo del mitico Giorgione!

Lo seguo sempre, con le sue ricette rustiche,  genuine, laide e corrotte. Che ti invoglia a mangiare, e magari hai appena finito di pranzare, ma con lui ricominceresti… e non vedi l’ora che arrivi il momento del test del piatto da lui preparato! Acquolina in bocca assicurata!

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Ristorante molto gradevole. Come essere a casa. Dove ad accoglierci abbiamo trovato lui…

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…nel suo marchio di fabbrica,la sua inconfondibile salopette!

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Antipasto a buffet strepitoso con trippa, nervetti con arancia e olive, alici con cipolle, formaggi e salumi di zona e non, aglio del Trentino (che lo puoi mangiare a cucchiaiate crudo e non ti si rinfaccia… giuro!), insalata di farro, carciofini, insomma solo a guardare quelle meraviglie eri già sazio. Giorgione si è raccomandato con tutti gli avventori di non mangiare tanto pane e di non strafare con il buffet, ma sopratutto di andare con ordine e di non fare un piatto solo accatastando tutte le leccornie (manco fosse il giorno prima dell’Apocalisse), ma di gustare separatamente le varie tipologie (formaggi con formaggi, salumi con salumi e così via). Detto fatto… ho smazzato la montagna di roba prelevata dal buffet di soppiatto per non dare nell’occhio… E una volta sazi è partito il servizio dei primi…

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Stringozzi all’amatriciana e pasta fatta in casa con pecorino, fave e salsiccia… deliziosi…
Per ‘riprendere fiato’ con secondi rustici… stinco di maiale e coniglio. Con contorno di patate al forno e fagioli corallo con cipolle e pomodoro (non siamo riusciti a fare una foto perché li abbiamo divorati all’istante…E concludere con un trittico di dolci, buoni e senza pretese: brownies, torta alla ricotta e crostata con la marmellata…

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Il tutto innaffiato da un vino rigorosamente di Montefalco:

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Contrario 2011, Antonelli San Marco.

E poi che fai, non ti fermi a fare due chiacchiere con lui?

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E magari ti fa firmare il suo libri appena acquistato…

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Abbottati e felici ci rechiamo presso l’azienda Perticaia, a pochi minuti dal ristorante.

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L’azienda prende il nome dall’aratro in umbro, perticaia appunto.
Un posto incontaminato, con un panorama mozzafiato…

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Gentilezza e disponibilità.
16 ettari coltivati a merlot, colorino, trebbiano spoletino e sagrantino.
Allevamento a guyot per il trebbiano spoletino e cordone speronato per il sagrantino… e botti per l’affinamento

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E passare alla degustazione di vini degni di nota… Dal Trebbiano Spoletino

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anno 2015, fruttato e sapido…

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Al Montefalco Rosso Riserva del 2010 dai sentori di tostatura e frutta rossa.

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E dopo questo primo giorno niente male, ecco le mie considerazioni:
1) La mia dolce metà mi conosce troppo bene;
2) La cucina di Giorgione ricorda molto quella di mia nonna. Genuina, rustica… bona!
3) Non capisco le persone che sui siti di recensioni di attività di ristorazione e persone che ho conosciuto dicono peste e corna perché la sua cucina è rozza! Signori miei, la sua cucina è casareccia. Ma cosa sperate di vedere nei piatti creati da una persona che rende la sua cucina laide e corrotta a colpi di lardo? Cucina macrobiotica?Tipica cucina elegante con porzioni microscopiche che rasentano il ridicolo? Ma per favore!  Evviva Giorgione!
4) I vini umbri sono meravigliosi e se avete tempo, prenotate delle visite in cantina: potrete seguire da vicino il lavoro che c’è dentro una bottiglia di vino! Buonanotte enogastronauti!

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