Il Sapore perduto della mia infanzia. Il ciambellone di Nonna Francesca e la sua variante

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Di Francesca R. Bragaglia

Vi è mai capitato di correre per una vita alla ricerca di un profumo, di un sapore, un rimando evocativo di tempi andati? Di un periodo felice? Di un’altra vita?

A me sì.

Ho rincorso per molto tempo il profumo del limone proveniente dal ciambellone appena sfornato che mia nonna Francesca mi preparava per merenda quando ero piccina.

Ricordo indelebile, un aroma che ritenevo non più riproducibile, dopo il primo tentativo andato a vuoto a distanza di poco tempo dalla sua scomparsa. Sono caduta in un profondo sconforto, perché mancava il grande ingrediente segreto: il suo amore per la cucina.

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Nonna Francesca, donna del sud (nativa di Stignano in provincia di Reggio Calabria), classe 1923, detta ‘La Mula’ da quel vicentino di mio nonno (pellaccia dura, amante delle grappe e della polenta), come più volte ho scritto, è stata la mia musa (e non mula) ispiratrice. Da lei ho imparato ad essere paziente (solo tra i fornelli, a parte quelle volte plateali in cui disperata ho gettato tutto nel secchio, per ricominciare però daccapo, sviluppando la mia costanza nel fare le cose e raggiungere gli obiettivi).

Devo ammettere che i primi due anni, la sua assenza è stata incolmabile, al punto di decidere di dedicarmi alla scrittura. Parlare di lei in un racconto e fondare questo blog, dove mettere del mio in ogni post, svelarmi in ogni frase, narrarmi. Tirare fuori le mie paure e le mie consapevolezze, sia come persona, che come foodblogger alle prime armi. Non abbandonando il mio progetto condiviso con Danila, per poi trasformarlo in una mia creatura: Missione Gusto.

Ed è proprio la costanza e il desiderio di sentirla vicina che un giorno mi sono detta “Ce la posso fare!”. Ho arraffato i limoni del mio giardino, anzi “limononi” da mezzo chilo l’uno…facebook_1471342572607

… e mi sono messa al lavoro.

Mia nonna, che era contraria a qualsiasi mezzo tecnologico (l’unico concesso, l’Imperia, anche se è sempre stata una prerogativa di mio nonno), usava come strumenti di misurazione, cucchiai, vasetti, mezzi gusci… ma anche l’occhio…

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Ecco gli ingredienti di questo fantastico ciambellone:
– 9 cucchiai di farina;
– 12 cucchiai di zucchero;
– 1 pizzico di sale;
– 1 bustina di lievito vanigliato per dolci;
– 3 uova;
– 2 mezzi gusci di olio di semi (mais o girasole);
– qualche cucchiaio di latte;
– 1 vasetto di yogurt (bianco, io ce l’avevo al limone, e credo che sia azzeccatissimo)
– la scorza grattugiata di un limone non trattato (se possibile).

Procedimento:

– Imburrare e infarinare una teglia da ciambellone;
– Accendere il forno a 180 gradi e nel frattempo mescolare la parte secca (farina, sale, zucchero, la buccia grattugiata);
– Aggiungere le uova (una alla volta e rimestare);
– Versare l’olio e amalgamare il tutto.
– Se il composto è duro, aggiungere il latte e mescolare bene, quindi per ultimo aggiungere un po’per volta il lievito setacciato
– Infornare per circa 40 minuti a forno statico e fare la prova con lo stuzzicadenti.

Credetemi, quando l’ho sfornato, sono stata catapultata a casa dei miei nonni, una piccola Francesca a giocare sul plaid davanti alla tivù, con in bocca una fetta del dolce e seminando bricioline ovunque come coriandoli. La commozione è stata così forte che ho pianto.

Finalmente ho raggiunto il risultato insperato e ho deciso dunque di osare, aggiungendo alla ricetta originaria due mele Golden e una manciata di gocce di cioccolato fondente… le mele vanno tagliate a pezzettini piccoli e incorporate nell’impasto, lasciando qualche sottile fettina da disporre sulla torta… Questo il risultato…

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Soffice e profumata e con un bicchiere di latte freddo è la perfetta combinazione.

Sarò sempre grata a mia nonna, che mi faceva pasticciare in cucina, che mi usava come manovalanza per mescolare creme e sughi. Che mi dava la pentola del ragù da pulire con la scarpetta di pane casereccio, o che mi lasciava l’onore di passare il cucchiaio nel fondo della casseruola, dove aveva preparato una splendida besciamella.

Grazie di tutti i tuoi insegnamenti. Del tuo amore, della nostra complicità. Grazie di averti avuta accanto. E so che da qualche parte stai giocando a nascondino, pronta per farmi un sorriso. Uno dei tuoi. ❤

 

 

 

One thought on “Il Sapore perduto della mia infanzia. Il ciambellone di Nonna Francesca e la sua variante

  1. Viva le nonne e gli immensi patrimoni di amore valori e tradizioni che ci lasciano in eredità. Splendida la sua\tua torta con variante golosa e commovente il racconto su di lei💜

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