Moto On The Road- Sicilia su due ruote. Tra maltempo, cultura e street food. 

Di Francesca R. Bragaglia

Ne è passato del tempo da quando ho scritto il primo post sulla nostra vacanza siciliana. Per chi se lo fosse perso, può sbirciare qui:

https://missionegusto.com/2016/09/12/moto-on-the-road-sicilia-un-assaggio-di-enogastronomia-tanto-per-cambiare/

Ho cercato di non tediarvi subito, dopo la prima puntata e ho pensato anche a creare un po’ di suspense… Vero? Scherzo…. Effettivamente ci ho messo un po’a selezionare immagini, ricordi, emozioni, nonostante i pochi giorni trascorsi in Sicilia, raggio di sole del Sud, terra di luoghi dai sapori antichi, arabi e barocchi. Una commistione di culture, monumenti millenari, un intrecciarsi di passato e presente, senza mai creare punti di rottura.

Certo, se avessimo trovato una settimana di bel tempo, ci saremmo fatti una bella nuotata, avremmo visitato in lungo e in largo ogni centimetro delle località dove abbiamo transitato e forse avremmo fatto più aperitivi al tramonto, occhi negli occhi, cuore a cuore. 

Con mia cognata, che nella stessa settimana era in vacanza a Cefalonia, ci siamo scambiate messaggi di solidarietà. Nella zona dove alloggiavano, a pochi passi dal mare, c’è stato un nubifragio così forte da mettere anche in pericolo il gruppo di tartarughe Caretta-Caretta che avevano eletto quel luogo a porto sicuro dove deporre le uova. 

Purtroppo il maltempo ci ha letteralmente travolti. Clemente per qualche ora, ma subito dopo un concentrato di tuoni e acqua che si riversava nelle strade, creando dei veri e propri corsi d’acqua, difficilissimi da guadare con la moto. Situazioni tragicomiche. Soprattutto quando nella corsia opposta passano macchine a mo’ di palla di fuoco che ti sommergono con onde anomale. E tu zavorrina disperata che hai le mani libere, ti sbracci lanciando segnali agli automobilisti per invitarli a rallentare. In realtà non fai altro che ottenere l’effetto contrario, mistero senza risposta. Per cui a un certo punto, rinunci, perdi la sensibilità di ogni parte del corpo e senti nelle scarpe solo i pesci. Ti abbandoni al destino sperando di tornare al più presto in un luogo sicuro, liberarti dagli abiti inzuppati e mettere qualcosa sotto i denti. Le precipitazioni climatiche sono iniziate il secondo giorno di vacanza che da nostra tabella di marcia, prevedeva la visita sull’Etna. Arrivati al Rifugio Sapienza solo con una misera felpa ciascuno, ci siamo stramaledetti per non aver portato le giacche da moto, perché faceva un freddo terribile. Ma il posto era splendido. L’unico problema è che ero straconvinta che tutte le escursioni e le attività, si svolgessero anche nelle zone più basse. E invece no. Grande nemica dell’altezza, quando ho presagito l’utilizzo della funivia, ho cominciato a piangere,  mi sono nascosta, mi è venuta la sudarella. Morale della favola,  ho preso il malefico mezzo di trasporto ad occhi chiusi e li ho riaperti solo per fare questa foto…

E richiudermi nel buio e nel silenzio, mentre due turiste, forse tedesche, probabilmente si prendevano gioco di me… 😣

Ma per amore questo ed altro. Ovviamente arrivati in cima, ha iniziato a piovere. Qui cosa fai? Riprendi la funivia, sempre ad occhi chiusi e ti rintani nel cinema in 7D dove con gli occhialetti e tanto di effetti speciali, proiettano la simulazione di un’edizione. Devo dire, spettacolo breve, ma ne vale la pena.

In questi pochi giorni di vacanza bagnata, non abbiamo rinunciato a visitare le bellezze di Catania…

I monumenti e i teatri antichi di Taormina…

… E Siracusa…

… mettendo su una collezione di cuffiette, e diventando esperti di Open Bus turistici, che devo ammettere molto divertenti e utili. Giri le città, anche con la pioggia, ammirando statue ed edifici e scattando milioni di foto comodamente seduti, mentre una voce suadente che ti arriva dagli auricolari, ti racconta un po’ di storia… e ti concilia anche il sonno, se a pranzo hai mangiato un po’ pesante…

E parlando di food, proprio in queste giornate siciliane, abbiamo avuto modo di avvicinarci all’autentico cibo di strada: birra gelata, rutto libero, scacciata (focaccia ripiena di ogni cosa), arancini (mi raccomando, le arancine sono di Palermo. Sono la stessa cosa, però sia catanesi che palermitani, tengono molto a precisare questa distinzione linguistica. Il nome probabilmente deriva dall’arancia; l’origine del piatto potrebbe provenire dall’usanza araba di riempirsi una mano con una manciata di riso in cui infilavano la carne con le dita)…

Per non parlare poi dei locali a Ortigia, centro storico di Siracusa, che si trovano sul lungomare che oltre a regalarti un panorama mozzafiato, ti danno la possibilità di fare degli ottimi aperitivi con vini rigorosamente siciliani. 

Ecco qui una sintesi delle mie emozioni. Nei confronti di una terra baciata dal sole, gustosa e ricca di sorprese… a presto, bella Sicilia… 

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