Ritorno a Firenze. Tra musica, buon cibo, amici e cultura

Di Francesca R. Bragaglia

Ho acquistato tre mesi prima i biglietti. Mi sono commossa quando la mia genitrice ha inviato la foto con tanto di didascalia ‘È arrivato il corriere’… Ma quale corriere e corriere… per me è stato come vedere la slitta di Babbo Natale parcheggiata davanti casa! Eddie Vedder e System Of A Down in due giorni per la manifestazione Firenze Rock. 

E che fai, non parti con la moto per ricongiurgerti con il gruppo più cool del cucuzzaro? E una volta arrivati, non te la vai a mangiare una bella Fiorentina da Angiolino – ai 13 arrosti, in compagnia di un bel Poliziano, corposo e profumato, forse ancora un po’giovane, ma pur sempre un gran vino?

E tra il concerto del one man band Eddie Vedder…

(che ci ha fatti emozionare anche senza i Pearl Jam. Che ha trasmesso la sua commozione nel ricordare l’amico Chris Cornell mentre interpretava Black. Che ha duettato magnificamente con Glen Hansard. Che tra una ciucciata dalla bottiglia di vino e un sorso di qualcosa da un bicchiere, ha suonato di tutto, anche il citofono. Che ci ha fatto usare i telefonini come accendini, creando un tappeto luminoso per la cover di Imagine, che non poteva avere finale migliore con il passaggio nel cielo di una stella cadente di portata stratosferica, che si è caricata di tutti i desideri degli astanti con il naso all’insù e la bocca aperta… sottoscritta compresa!) e gli svizzeri SOAD…

(dico svizzeri perché il loro concerto è durato un’ora e venticinque minuti, non un minuto di più, neanche per dire “Ciao Italia” o “Ciao Firenze”, o cavolate del genere… hanno lasciato gli strumenti e si sono eclissati più veloci della luce… però un concerto breve ma concentrato. Come un caffè espresso. Energico. Da istigare il pogo pesante. Al punto che mi sono riparata per quasi tutta la durata dello spettacolo, dietro a un pennellone di due metri, forse tedesco, per ripararmi da ginocchiate o gomitate o addirittura spintoni gratuiti. Al punto che le scarpe si sono impastate di polvere e sto ancora masticando particelle di terriccio!), le nostre giornate sono state scandite da cultura, cibo e vino… 

… portando i nostri saluti al David di Michelangelo all’Accademia…

… per passare a visitare la mostra dell’eclettico Bill Viola… che grazie alla mia amica Francesca che mi ha portata a Palazzo Strozzi, ho avuto il piacere di conoscere. Arte contemporanea che si fonde con le opere classiche. Anzi, una rivisitazione, una lettura moderna attraverso foto e filmati a rallentatore…

E dopo una scorpacciata di cultura, fermarsi a mangiare in un posto che si chiama Corte dei Pazzi, che consiglio vivamente per il peposo, (commovente quanto quello che ho mangiato alla Trattoria dell’Orto e che ho raccontato in questo post: https://missionegusto.com/tag/peposo-ricetta/ ), per la Fiorentina cotta alla perfezione, per i vini e pure per la location. Ha una parte all’aperto molto curata nei dettagli che ti infonde calma e ti invoglia a chiacchierare e a mangiare di cuore.

Fresco e profumato il Viognier del 2016 della Tenuta del Buonamico, seguita da un Bolgheri Ferrari del 2015, e terminare con Il Fortino 2013, un Syrah della Tenuta del Buonamico… un buon amico di 14 gradi che ha provocato l’effetto sauna all’istante!

Cosa volere di meglio se ti trovi in una città d’arte e ricca di prelibatezze da scoprire con una comitiva di tutti rispetto? Potrei soltanto dire: “Quando si riparte?”



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...