Rebirth. Ricominciare dalle origini. Torta soffice quasi light

Di Francesca R. Bragaglia

Di tempo ne è passato da quando ho messo mano a questo blog. Di cose ne sono successe tante. Una settimana esatta dopo la pubblicazione del mio ultimo post, mio nonno Mario se ne è andato da combattente che era. Lucido, razionale fino all’ultimo, con la sua tenacia e il suo carattere forte e austero.

Vicentino, classe 1919 e amante della grappa bianca (e non una qualsiasi, ma Nonino e Nardini), per farmi addormentare da piccola mi fischiava “Il silenzio d’ordinanza” che ogni volta che lo sento, regolarmente mi commuovo. Nonostante questo luttuoso e straziante evento, sono riuscita a tirare fuori le unghie, stringere i denti e a discutere il 28 novembre 2017, la tesi sull’Agricoltura di Precisione applicata alla Viticoltura Biologica, aggiungendo nuovi semi al mio piccolo orto di passioni…

Apro una parentesi non meno importante, che chiarirà anche il motivo del post. Si sente dire dalle nonne e dalle mamme che quando una persona cara sulla terra ci lascia, arriva una nuova vita. E così è stato. Una continuità vitale, una nuova avventura. Inaspettata. Meravigliosa. Scoperta per l’appunto il giorno dopo che nonno ci ha salutati. Un evento così rivoluzionario, che per lo scombussolamento ormonale, non dormendo la notte, mi ha fatto scoprire il potere rilassante delle creazioni in feltro e crepla (o gomma eva; si tratta di materiale cicciogommoso in fogli, molto versatile e facilmente lavorabile… in sostanza è l’elemento principe delle infradito da spiaggia ultraleggere), portandomi alla decisione di progettare prototipi di bomboniere…

Rigorosamente rosa. Perché la creaturina che è in viaggio e tra tre settimane ci verrà a trovare, è una sgrinfietta. Per la precisione Aurora. E non come la principessa Disney. Il suo nome scelto dal mio compagno e da me senza alcuna esitazione, ha per me un significato che vi svelerò nel prossimo post, che spero leggerete.

Ma torniamo al titolo del post. “Rebirth. Ricominciare dalle origini”. Come ho scritto qualche riga fa, tutta questa premessa è riconducibile al ciclo della vita, a una continuità di anime. Significa per me un nuovo libro, partendo dal ricordo di mio nonno che ritroverò guardando negli occhi mia figlia. Stesso discorso, dicasi per la cucina. Una passione che ho sin da piccola e trasmessami da mia nonna Francesva. Che affonda le radici nel suo fantastico e inconfondibile ciambellone, ricetta che potete trovare in questo post:

https://missionegusto.com/2016/08/16/il-sapore-perduto-della-mia-infanzia-il-ciambellone-di-nonna-francesca-e-la-sua-variante/

La dolce attesa, il trasloco in una casetta più grande, i lavoretti con la gomma, le visite e gli impegni mi hanno distolta dai fornelli. Fino a qualche giorno fa. Quando nel silenzio della cucina nella nuova casa, ho deciso di rimboccarmi le maniche. Allenandomi per future merende. Testando il nuovo forno scintillante alle tre del pomeriggio, in piena estate e settanta gradi all’ombra. E riprendere in mano tortiere e padelle per poi ridurre la cucina in un campo di battaglia, con tanto di farina svolazzante effetto nebbia di un concerto rock. Confesso che il primo tentativo nel prendere confidenza con il grande elettrodomestico, è stato a dir poco disastroso. Ma grazie al supporto della mia genitrice, ho ripetuto la ricetta lavorando per un terzo del tempo e apportando piccole modifiche dettate dalle materie prime al momento disponibili. Che dire? Esperimento riuscito. Soffice e delicato. Un dolce inizio, di buon auspicio.

Rispetto alla ricetta originale riportata nel link sopraindicato, ho aggiunto la fecola di patate e non avevo a disposizione il latte, lo yogurt e la scorza del limone. In sostanza, avevo dato fondo alla dispensa. Per il profumo agrumato, ho arginato il problema con qualche goccia di aroma di limone. Resta invariato il procedimento.

Ingredienti della ricetta rivisitata:

– 7 cucchiai di farina;
– 2 cucchiai di fecola di patate;
– 12 cucchiai di zucchero;
– 1 bustina di lievito vanigliato
– 3 uova;
– 2 mezzi gusci di olio di semi
aroma di limone e un pizzico di sale.

Procedimento:
– Imburrare e infarinare uno stampo per torte;
– Accendere il forno a 180 gradi e sbattere le uova con lo zucchero e qualche goccia di aroma di limone molto velocemente;
– Aggiungere l’olio al composto;
– Versare le parti secche, mescolare e per ultimo aggiungere piano piano il lievito con il setaccio;
– Infornare per circa 40 minuti a forno statico e verificare la cottura con lo stuzzicadenti.

E ora non mi resta che ricominciare con gli esperimenti, veicolando le mie emozioni attraverso la scrittura, valvola di sfogo, calesse dei miei pensieri. Attraverso questo blog, lasciato allo stato brado, in balia del tempo che scorre. Vita e cucina corrono di nuovo insieme, come i miei nonni che immagino sorridermi e festeggiare con me ogni conquista, ogni compleanno, ogni ricorrenza. Come quando da bambina l’odore dei piatti di nonna e la voce di nonno, erano la più pura forma d’amore.

Miss you ❤

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