“Dopo i fochi”. Tartufini di panettone

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Di Francesca R. Bragaglia

Le feste finalmente sono finite. L’Epifania ha concluso il ciclo di lucette, pranzi da scoppiare, alberelli, regali con declamazione del destinatario lunga quanto la muraglia cinese e tombolate infinite… perché si sa, ci sono sempre gli elementi di disturbo in famiglia, soprattutto in queste occasioni, che buttano tutto in caciara, ritardando la tabella di marcia dei tradizionali giochi, facendo sparire le bucce dei mandarini dalle caselle delle cartelle, chiedendo insistentemente se sono usciti i numeri, con simpatici sketch che fanno perdere la concentrazione sull’obiettivo, su un tombolino all’ultimo minuto, soprattutto quando ti trovi con persone che hanno una fortuna grande come una casa. Al contrario di te, che neanche il gratta e vinci ti sei mai ripagato. Sono comunque situazioni divertenti che alla fine diventano il fulcro dei tuoi pensieri, attendendo con impazienza il ritorno del Natale.

Ho scritto sopra che l’Epifania conclude il capitolo “Feste”; in realtà la potenza del 6 gennaio non può far alcunché con gli avanzi gastronomici come panettoni e pandori. Mia madre mi ha ceduto con magnanimità un panettone che piangeva in un angolo nell’attesa della sua scadenza naturale. Ho pensato molto se mangiarlo nel latte freddo o declinare il suo gesto. Poi facendo un giro su internet e incrociando le ricette come le parole sul tabellone di “Scarabeo”, avvalendomi del jolly, ho trovato un impiego a questo povero dolce, facendogli così concludere al meglio la sua carriera di mesto portatore di felicità natalizia, evitando di andare fuori stagione.

Una volta buttata giù la pseudo ricetta, chiamo la mia dolce metà per parlare del più e del meno, per aggiornarlo sulle cacchine e i rigurgiti della nostra piccola e prima di congedarmi dalla telefonata, oltre a comunicare il menù arrabattato della cena, esordisco emozionata “Tesoro oggi preparo dei tartufini con il panettone! Così hai anche il dolcetto dopo cena!” (Escamotage per me per farmi perdonare del pasto della sera composto da minestrone di sua mamma, cavolfiori lessi conditi con olio e bistecca di maiale senza olio… pane, acqua, vino e coperto inclusi 🙂 ). Il mio compagno prima mi sorprende con un’esclamazione di contentezza, poi smorza la mia felicità con un quesito per lui di vitale importanza “Ma la togli l’uvetta?”. Silenzio… “Scusa mi chiama tua figlia”… click… Alla fine ne ho eliminata un bel po’, provando il piacere immenso di scavare le fette alla ricerca di tesori nascosti.

Ingredienti per 20/25 tartufini:

  • 200 grammi di cioccolata fondente
  • 250 grammi di panettone privo di crosticina
  • 2 cucchiai di Strega o altro liquore o caffè

Cacao zuccherato in polvere per la copertura, scaglie di cioccolato o scaglie di cocco

Procedimento:

  • Sminuzzare il panettone, quindi lavorarlo con il cioccolato precedentemente sciolto a bagnomaria e infine aggiungere la Strega;
  • Formare delle palline non tanto grandi con le mani (aiutandovi anche con lo scovolino del melone) e passarle nel cacao.
  • Collocare in frigo

Et voilà il gioco è fatto! Prima di servirle, tirarle fuori dal frigo almeno 15 minuti prima, altrimenti risulteranno troppo sode! 🙂

 

3 risposte a "“Dopo i fochi”. Tartufini di panettone"

  1. Ahahaha!!! Certa gente, pure di famiglia, non bisognerebbe proprio invitarla!! E guai a far dare il cartellone a lui ahahaha. Certo però che pure tu marito…e l uvetta no, e i canditi no…che du cocomeri!! Invece a tua cognata un fatti fino lo potevi pure portare, te possino! Nemmeno avresti dovuto perdere tempo a eliminare l uvetta!!

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