Non mi piace vincere facile… Muffin senza latte, burro e uova

Di Francesca R. Bragaglia

Sono sempre stata un po’ complicata. Arzigogolata. Contorta. Faccio sempre giri infiniti per arrivare a una soluzione. Non tanto per fatica a comprendere, ma perché mi metto lì ad analizzare, ad approfondire, a sperimentare. A dare alla risoluzione un mio tocco personale. A volte con risultati brillanti, altre con esiti pessimi.

All’università, ho sostenuto per la maggior parte delle volte gli esami da non frequentante. Per motivi di lavoro, familiari, perché nel frattempo facevo praticantato in radio, e anche per svogliatezza. Studiavo di notte, caffè doppi e tripli, preparati usando la scura bevanda al posto dell’acqua, con il rischio di restare sveglia per giorni, saltando su un piede e poi sull’altro. E mi complicavo la vita. Perché oltre ai testi richiesti, mi imbattevo in qualche frase nei libri oggetto di esame, in qualche citazione che andava a solleticare i miei due neuroni sani. E mi sperticavo nel cercare i titoli, a prenderli in prestito nelle biblioteche di ogni dove, oppure cercandoli nei negozi più sperduti di libri usati di Roma e provincia. E alla fine andava bene, se non benissimo. Mi bastava anche un terzo dell’impegno. Ma la scimmia che c’è in me, ha la meglio.

Un po’ come la ricetta che sto per presentare. Che è una rivisitazione di quella proposta dal nuovo volto della tivù Benedetta Rossi. Rustica e genuina, approvata anche da mia figlia. Già, perché se un personaggio televisivo non piace alla mascotte di casa, non può esserne pronunciato neanche il nome. Avevo paura che non le piacesse Alessandro Borghese (chef, conduttore televisivo e penso sogno proibito della maggioranza delle donne che lo seguono in tv, compresa la scrivente, e non ne faccio un mistero) e invece… alle 18.20 si piazza al suo tavolino e indicando la tivù chiede: “C’è Alessandro?”… è proprio vero, tale madre, tale figlia.

Tornando alla ricetta di oggi, nulla da dire su quella di Benedetta, ma ho voluto complicarla. Anche se semplicissima e genuina. Il risultato di questo esperimento è stato testato e apprezzato dall’assaggiatore ufficiale, il mio compagno Dario, che al secondo muffin divorato, sgranando gli occhi mi ha chiesto: “me li sgargarozzo tutti?” Insomma, avrebbe continuato fino a scoppiare. Beh, buon segno.

Veniamo a noi. Senza latte, senza burro, senza uova. Digeribili, leggeri e cioccolatosi, questi muffin sono da colazione, da dessert, da merenda. Con o senza zucchero a velo, da inzuppare nel latte, nel caffè o da mangiare assoluti. Senza sensi di colpa. E poi realizzato nelle formine della mia adorata nonna Francesca ❤️

Ingredienti (per 15 muffin):

-330 gr di latte d’avena (la ricetta originale richiede solo acqua)

– 230 gr di farina (come da ricetta originale)

– 150 gr di zucchero (come da ricetta originale)

– 100 gr di cioccolato fondente (come da ricetta originale). Ho scelto la fondente al 70% in tavoletta

– 80 gr di olio di semi (come da ricetta originale)

– 1bustina di lievito vanigliato (come da ricetta originale)

– 1 cucchiaio di cacao amaro (mia variante)

– cucchiaino di polvere di caffè (mia variante)

Inoltre la ricetta originale richiede una fialetta di aroma all’arancia, ma preferirei la scorza dell’arancia grattugiata… non ho optato per alcuna delle due opzioni. Sperimenterò nella prossima esecuzione ☺️

Procedimento:

– Sciogliere a fuoco dolce la tavoletta di cioccolato spezzettata nel latte d’avena, girando frequentemente con una frusta. Quando si è sciolto, spegnere e lasciare raffreddare

– Nel frattempo preparare gli stampini: ho ritagliato a misura dei quadrati di carta forno e li ho inseriti nelle formine. Va bene anche la vecchia procedura dell’imburrare e imfarinare…

– A questo punto accendere il forno statico a 180 gradi e unire al cioccolato l’olio e lo zucchero e mescolare

– unire al composto la farina setacciata mescolata con lo zucchero, la polvere di caffè, il lievito e il cacao e versare il composto magari con l’aiuto di un cucchiaio o del dosatore del gelato, riempiendo lo stampino meno della metà…

– infornare per circa 25 – 30 minuti a 180 gradi e fare la prova dello stecchino. La ricetta originale prevede la metà del tempo, ma i primi 4 muffin erano liquidi. Purtroppo il tempo di cottura è indicativo, ogni forno ha la sua storia e la propria personalità

E questo il risultato… non sono golosi??? E buon appetito! ☺️